Ciao, mi chiamo Laëtitia e sono nata a Vandea a metà anni ottanta.

Nel 2010 ho avuto una grande idea: sostituire i cinque dischetti in cotone per rimuovere il make-up, gettati tutti i giorni in pattumiera insieme con tutti i prodotti che li accompagnavano (flaconi di sapone detergente, dentifrici, cotton fioc, creme...), con un prodotto semplice in microfibra ultra morbida che si può riutilizzare fino a 300 volte. Sì, un’idea formidabile, ma avevo bisogno di conferme. Così ho arruolato un gruppo di amici e li ho usati come tester.Abbiamo dovuto trovare un nome per il nuovo brand. Volevo che avesse dentro delle "a" e, se possibile, una parola in Swahili (come "Hakuna Matata"). Ma alla fine è stato Nika, il mio compagno di stanza georgiano, che ha trovato "Lamazuna" che significa "bella ragazza" nella sua lingua, bel nome, vero?

Foto Laetitia


La prima versione del sito www.lamazuna.com è stata registrata nel dicembre 2010. All'epoca, le salviette struccanti erano semplicemente proposte dentro una rete per il lavaggio, la scatoletta dove riporle è arrivata dopo. Grazie al passaparola e all’infatuazione di molte blogger del beauty per queste salviette fuori dal comune, Lamazuna ha preso forma dolcemente.

Arrivarono altri due prodotti ecologici e innovativi: la coppetta mestruale Lamazuna che ho chiamato la “Coppa delle donne” e Oriculì, questo strano strumento che sostituisce i cotton fioc per sempre. Grazie agli oriculì e alle salviette struccanti, ogni giorno è semplificato, riducendo in modo significativo i rifiuti da bagno. Soprattutto, essi rappresentano un piccolo investimento iniziale, con un notevole risparmio dal primo anno di utilizzo. Sono “écolonomique”, ecologici ed economici, come diciamo in Francia!

Tutto perché mia mamma aveva vietato i cotton fioc!

Era risaputo, i cotton fioc causavano la formazione di tappi di cerume nelle orecchie. Quindi, al loro posto, arrotolavamo un poco di cotone idrofilo sulla punta di uno stuzzicadenti dalla punta tagliata. È stato un poco laborioso, ma non lo si faceva spesso, e le nostre orecchie sono state perfette per tanto tempo.

Poi arrivò l'adolescenza e la necessità di un deodorante. Non ne avevo davvero bisogno ma era troppa la vergogna di non metterne dopo lo sport negli spogliatoi del liceo. Mia mamma non voleva che ne usassi: gli antitraspiranti bloccavano – si diceva – le tossine all’interno del corpo e avrebbero potuto sviluppare il cancro al seno. Morale: mi affrettai a procurarmene uno e a nasconderlo in fondo al mio armadio. (Mamma, se stai leggendo, lo vedi il ripiano delle magliette?).

Non era per spirito di contraddizione, è solo che mi sembrava impossibile che si potessero trovare nei negozi dei prodotti che avrebbero potuto farci male. Se lo fossero state davvero, dannose, altre persone oltre mia mamma lo avrebbero saputo e gli avrebbero vietati ai loro figli.

Poi sono cresciuta (non troppo tempo fa). Inventando le salviette riutilizzabili 300 volte, mi sono presto resa conto che le avrei potuto vendere allo stesso cliente una sola volta ogni tre anni. Ecco, avevo compreso perché avevano creato l’obsolescenza programmata.

Poi ho scoperto gli obblighi contributivi, l'IVA da rimborsare, l'imposta sul reddito delle società, e qui ho capito che cosa si doveva fare. Ho esitato ad acquistare dei vasetti in plastica, molto più economici, per i miei cosmetici naturali, piuttosto che i barattoli vetro che potevano essere riutilizzati all’infinito, così ho fatto una scelta che durasse. Ho trovato un sito con il quale avrei potuto fare stampare le mie etichette per i prodotti a un prezzo molto basso, ma ho optato per uno stampatore vicino, un po’ più caro, ma avrei evitato l’inquinamento del trasporto e avrei ottenuto un contatto diretto. Ho scoperto presto anche che la pochette in cotone bio per la coppetta mestruale era cinque volte più cara di un sacchetto classico. Ma anche in questo caso ho fatto una scelta sostenibile, rinunciando al margine di guadagno pur di rimanere nella stessa fascia di prezzo dei miei concorrenti.

Quindi sì, Lamazuna avrà difficoltà ad essere quotata in borsa, poiché non guarda al massimo profitto. Ma dopo sette anni di sviluppo, Lamazuna appena assunto il tredicesimo collaboratore. Sono tredici persone che vivono di questi prodotti. Spero che presto altre persone arriveranno ad ingrandire il nostro staff. Potrebbero essere venti? Venti persone che vivono grazie ai nostri prodotti. Significherebbe fare risparmiare all’ambiente centinaia di bottiglie di plastica di shampoo, deodoranti e dentifrici, centinaia di migliaia di tamponi igienici e di cotton fioc monouso, e milioni di dischetti in cotone usa-e-getta.

Questo è essere ecologici, non vuol dire essere militanti, ma giusto tornare al buon senso!

E poiché Lamazuna non è sola in questa avventura ed è necessario che le nostre iniziative siano conosciute, ho creato il “MERCATO DEI REGALI BIO ED ECO”. Questa iniziativa raccoglie una trentina di giovani brand francesi impegnati nel cammino biologico, ecologico ed etico. Per saperne di più, vi aspetto su: www.marche-bio-ecolo.com

A presto,
Laëtitia


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